
Così, all’epoca, si espresse Henry Louis Correvon, grande naturalista e botanico svizzero, specialista della flora alpina. Chissà se questo parere è stato condiviso dalle centinaia di migliaia di visitatori che hanno potuto godere della vista sul lago e sulle vette che vanno dalle Lepontine alle Orobie, camminando tra le mille e più specie botaniche rappresentate, provenienti dal piano alpino e subalpino della Alpi italiane, ma anche dal Caucaso, dalla Cina e dal Giappone. Raggiungibile da Gignese o tramite la Funivia panoramica che dal Lido di Carciano (a Stresa) sale al Mottarone, 
costituisse “ oggetto di godimento estetico,facesse conoscere la vita delle piante montane e la loro utilizzazione:con ciò fosse fonte e mezzo di istruzione e di affiatamento del gusto per notevoli masse di visitatori” e , infine, per costituire – grazie alla concomitanza della visione panoramica e l’esistenza di un giardino alpino – “un singolare richiamo turistico per italiani e stranieri”. Se oggi Alpinia, dopo tanti decenni, è una realtà affermata ovunque, con visitatori che provengono dai quattro angoli del mondo, è grazie alla lungimiranza del suo fondatore Igino Ambrosini , il “poeta dei fiori minuscoli”, dell’associazione “Amici del giardino Alpinia” e della passione di chi si è impegnato e s’impegna a preservarne la funzione naturalistica .
Marco Travaglini
Fonte: http://www.iltorinese.it/alpinia-il-giardino-delle-piante-minuscole-sul-mottarone/

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