Mesi turbolenti al Parco del Po, per la precisione l’”Ente di gestione delle Aree Protette Po e Collina torinese”. Comprende più di ottanta Comuni delle Province di Cuneo, Torino e Vercelli. E’ sostenuto finanziariamente della Regione, della quale è un ente strumentale. Si tratta dunque di una istituzione pubblica, che vive in gran parte dei soldi prelevati dalle tasche del contribuente. In gran parte, visto che negli atti dell’ente si parla anche di contributi IREN.
Il presidente Valter Giuliano ha ora convocato per il 14 febbraio una riunione del Consiglio, composto dal presidente stesso, dalla vicepresidente Matilde Casa, e da Giorgio Albertino, Pierangelo Cumino, Giulio Lambresa, Maurizio Martin, Gianfranco Righero. Curiosamente l’ordine del giorno è quasi uguale a quello della riunione precedente, quella del 31 gennaio. Perché? Per quale ragione quel 31 gennaio i punti all’ordine del giorno non sono stati approvati, o respinti? La riunione si è svolta quietamente o sono emersi dei contrasti? Lo sapremo quando il verbale sarà pubblicato.
Nel Parco del Po i contrasti ci sono, eccome se ci sono. Basta leggere i verbali delle precedenti riunioni del Consiglio per averne contezza. I verbali sono pubblici e leggibili nell’albo pretorio. Vediamo ad esempio che cosa è accaduto nel Consiglio del 30 novembre. Prende la parola la vicepresidente Matilde Casa, che è anche sindaco di Lauriano. Dichiara che non intende approvare un decreto del Presidente Giuliano, il n. 55 del 29 settembre 2016, avente a oggetto “Prelevamento dal fondo di riserva per spese impreviste” per un totale di 12.500 euro. Si tratta di spese per pulizie, telefonate, imposte comunali IMU, spese per acquisto periodici. Non proprio spese “impreviste”. Ma Casa aggiunge qualcosa sulle spese telefoniche: in base ai suoi accertamenti, a lei risulta che le spese telefoniche riguardano “telefonate fatte dal Perù”. Presumiamo si tratti della trasferta a Lima del Presidente, del direttore e della signora Monica Mantelli Nucera, avvenuta nella primavera scorsa. La vicepresidente incalza e “dà lettura della comunicazione del 29 luglio da parte dell’ufficio amministrativo in cui chiedeva al direttore e al presidente come procedere al pagamento di una fattura telefonica di Euro 7.300 (questa la cifra che leggiamo nel verbale pubblicato nell’albo pretori, ndr) relativa alla trasferta in Perù”. Casa ritiene che quella bolletta non la deve saldare l’ente: se la devono pagare gli autori delle telefonate. Invece il presidente Giuliano non ha informato i consiglieri della pesante bolletta e in settembre ha firmato il decreto di prelievo urgente. Casa e gli altri consiglieri non lo approvano e il loro dissenso viene messo a verbale.
Una riunione non certo serena. Casa comunica di astenersi sul punto successivo dell’ordine del giorno, quello sull’assestamento di bilancio, perché non ha la documentazione. Martin “interviene sul fatto che esiste un ambiente omertoso. Ritiene importante anche verificare il caso del danno erariale per pararsi dalle responsabilità”. Righero “ritiene che non dare adeguata informazione è grave e sono preoccupato della gestione e non sono d’accordo sulla ratifica del Consiglio”. Casa “chiede al presidente se avesse valutato con attenzione quando ha firmato il decreto di prelievo e se avesse fatto la debita verifica degli aspetti connessi alle spese telefoniche”. In questo clima non sorprendono le parole di Righero: “ritiene che sia in discussione anche la natura del rapporto fiduciario con il Direttore e il Presidente”.
Una parte dell’intervento di Righero è dedicato a “un giornalista”. Non possiamo esserne certi, ma immaginiamo si tratti di noi della Voce, che seguiamo da mesi le vicende del Parco del Po. In una precedente seduta di Consiglio il direttore dottor Ippolito Ostellino aveva riferito della “pubblicazione di articoli diffamatori… che creano un clima pesante di carattere non solo professionale… ”. Non sappiamo se il Parco abbia presentato querela. Ma, riguardo agli articoli di giornale, Righero ritiene che “il giornalista sia più informato del Consiglio mentre come Consiglio non risultiamo così informati e che inoltre sugli ultimi due articoli alcune cose non sono poi così discutibili”.
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