
Liliana Segre, 86 anni, è una dei 25 sopravvissuti dei 776 bambini italiani di età inferiore ai quattordici anni deportati ad Auschwitz, il campo di sterminio nazista in cui trovarono la morte suo padre e i nonni paterni.
Il 30 gennaio 1944, a 13 anni, Liliana venne deportata dal Binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau in Polonia, che raggiunse sette giorni dopo.
Venne subito separata dal padre, che non rivedrà mai più, morto ad Auschwitz il 27 aprile 1944. Nel giugno del 1944 anche i suoi nonni paterni, arrestati a Inverigo (Como) il 18 maggio 1944, furono deportati e uccisi al loro arrivo ad Auschwitz, il 30 giugno.

Liliana venne liberata il 1° maggio 1945 a Malchow, un sottocampo di Ravensbruk, vicino a Berlino.
Per molti anni Liliana Segre non ha voluto parlare pubblicamente della sua terribile esperienza. Soltanto all’inizio degli anni ’90 ha deciso di interrompere il suo silenzio e da allora partecipa ad incontri con gli studenti e a convegni per raccontare, soprattutto ai giovani, la sua storia.
L’incontro di lunedì 13 febbraio nell’Aula Magna della Cavallerizza, è stato organizzato dal Museo Diffuso della Resistenza, in collaborazione con l’Università di Torino e con il sostegno del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte.
Fonte: http://www.iltorinese.it/incontro-con-liliana-segre-per-il-giorno-della-memoria/
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