All’inizio del mandato sembrava proprio una cosa seria. Il Sindaco Della Pepa e l’Assessore Capirone elargirono l’impressione di tenerci proprio tanto.
La Città di Ivrea, a sentire loro, doveva avere un Bilancio Preventivo “partecipato”. In effetti non avevano perso molto tempo a spiegare il significato di questo termine, ma si era diffusa l’idea, altamente democratica, che al documento del Bilancio anche la minoranza consigliare, oltre che la scontata maggioranza di sostegno all’esecutivo, avrebbe potuto contribuire con indicazioni, suggerimenti, proposte rivolte alla realizzazione di detto strumento gestionale con modalità ampiamente condivise.
“In pratica”, come si dice con un “piemontesismo”, si sarebbe potuto discutere il contenuto criptico di quella serie infinita di numeri che costituiscono in gran parte un Bilancio Comunale e collegarli ad una trasparente azione di governo. La LISTA DEI CITTADINI ci credette al punto che si impegnò nella redazione di una corposa memoria scritta che fu consegnata all’Assessore al Bilancio con tanto di incontro programmato. Quello fu però anche il primo ed ultimo atto di una “partecipazione” che sostanzialmente non è mai esistita.
Anche quest’anno è presumibile che il Bilancio Preventivo 2017 ci cadrà in testa dritto, dritto, dall’alto, senza neppure un barlume di confronto programmatico propedeutico che dir si voglia relativamente al suo contenuto. Da cosa emerge tanta sicurezza sull’atteggiamento degli Amministratori? La banale constatazione che la Legge sul Bilancio per gli Enti Locali ha determinato, già assegnando una proroga, la fissazione al 28 febbraio del termine per l’adozione dei bilanci preventivi 2017.
Quindi, considerato che siamo ormai ad inizio Febbraio, che i documenti del Bilancio Preventivo 2017 non risultano ancora neppure approvati dalla Giunta Comunale a tutto il 26.01.2017, (Giunta che però non è certo venuta meno alla deliberazione dell’autorizzazione ad erogare il contributo alla Fondazione del Carnevale e spese per lo Storico Carnevale di Ivrea per l’anno 2017 con la del n.16 del 26.01.2017), che l’art. 4 del vigente Regolamento di Contabilità assegna ai Consiglieri un termine di 15 giorni dalla data di deposito per la presentazione di Emendamenti allo schema di Bilancio che necessitano a loro volta di verifica di conformità alle norme della finanza pubblica e parere dell’Organo di Revisione entro la data del Consiglio Comunale, è già tanto se questa “determinata” Amministrazione (scherzo, ovviamente, leggeteci un antonimo perfavore!) riesca ad approvare il Bilancio Preventivo 2017 entro i termini di legge.
E non sarebbe neppure la prima volta che i termini di legge verrebbero disattesi. Ci sarà modo di tornare sull’argomento mettendolo anche in relazione all’approvazione del Bilancio Consuntivo 2016, alle possibili sanzioni per ritardi negli adempimenti cui sono tenuti gli Enti al fine del monitoraggio del rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio. In sostanza non resterà neppure il tempo per parlare di Bilancio Preventivo 2017 sulle scale del Palazzo Municipale, in un casuale, ipotetico incontro con il Sindaco o l’Assessore al Bilancio. Che il PD non ci provi nemmeno a riparlare di Bilancio “Partecipato”.
E’ stata una assoluta “bufala” di questa impalpabile Amministrazione!!! Non ci si dovrà meravigliare se sarà pertanto un Bilancio in clima Carnevalesco, con le immancabili “Bugie” e magari qualche isolato “fuoco d’artificio” in chiave preelettorale per i più ingenui e creduloni.
Se del Bilancio Preventivo 2017 non giungono segnali, quelli che provengono in questi giorni dai giornali riferiti alla situazione del Carcere di Ivrea non possono lasciare indifferenti. Sarebbe facile asserire che in una Città dove sono tanti i problemi irrisolti e non affrontati con la necessaria determinazione dall’Amministrazione Comunale non c’è motivo di credere che la situazione del Carcere si differenzi dall’andazzo generale.
La situazione pare però talmente grave da non consentire battute futili. Anche su questo argomento la LISTA DEI CITTADINI, con una Mozione presentata il 28.09.2015 ed approvata in Consiglio Comunale è stata tra i primi a segnalare sintomi di crisi all’interno della Casa Circondariale.
Sintomi che si sono sicuramente accentuati nel 2016, quando non è stato possibile proseguire un dialogo che grazie alla Commissione Consigliare presieduta dalla Consigliera Restivo si era iniziato con un primo incontro organizzato presso l’Istituto con la presenza delle Autorità e dei Detenuti.
Oggi non ci pare possibile leggere che il Carcere di Ivrea sia divenuto una polveriera pronta ad esplodere. Ci chiediamo perché ad accertare l’esistenza di problemi di sovraffollamento e di carenza di personale, aggravati anche da questioni di ordine pubblico e condizioni di salute, debbano essere stati esponenti regionali di partiti politici mentre chi rappresenta il territorio di Ivrea, su cui ricade la Casa Circondariale che ne fa a tutti gli effetti parte, ne debba restare all’oscuro, considerato che ci è stato negata la possibilità di instaurare un rapporto continuativo e costruttivo con Polizia Penitenziaria e Detenuti.
Qual è la posizione ufficiale dell’Amministrazione di Ivrea, ammesso che ci sia? Non è dato saperlo neppure ai Consiglieri Comunali. Nessun comunicato, nessun dibattito in Consiglio Comunale. Niente di nuovo, la solita solfa, malgrado i giornali parlino persino di possibilità di azioni ostili verso la Città.
Non sarebbe forse compito dell’Amministrazione Comunale sollecitare il Ministero di Grazia e Giustizia ed il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria per perorare l’attivazione di dispositivi atti a migliorare le condizioni ambientali della Casa Circondariale di Ivrea?
Ci sono tutti i presupposti per avanzare precise richieste in ambito Consigliare. Non mancheremo di farlo.
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