“Il Pai non va inteso come un adempimento burocratico ma come uno strumento per accrescere la consapevolezza della centralità dei processi inclusivi”. Così Barbara Azzarà, consigliera delegata all’Istruzione della Città Metropolitana di Torino, in occasione della presentazione dei dati sul primo primo Piano annuale per l’inclusività scolastica (Pai), presentati oggi.
Dai dati emerge che nel passato anno scolastico gli alunni con disabilità presenti nelle scuole della Città Metropolitana di Torino, escluso il capoluogo, erano 4098; gli alunni con disturbi evolutivi quali dislessia, disgrafia, discalculia, deficit dell’attenzione, iperattività, disturbi del linguaggio ammontavano a 10.169; e quelli con svantaggi di tipo socio-economico, linguistico-culturale, comportamentale, o legati all’istruzione parentale erano 8260.
Rispetto alla popolazione scolastica di riferimento, gli scolari disabili rappresentano tra l’1,5% e il 3%; quelli con disturbi evolutivi circa il 4% nella primaria, il 10% nella secondaria di primo grado e tra il 6 e il 12% nella secondaria di secondo grado; gli allievi con varie forme di svantaggio erano il 5,8% nella materna, il 5,6% nella primaria, il 4,7% nella secondaria di primo grado e il 3,2% nella secondaria di primo grado.
A fronte di questi numeri, gli insegnanti di sostegno nelle scuole statali erano 2266, ovvero oltre il 10% degli insegnanti totali.
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