A partire da questo mese di gennaio, le famiglie potranno scegliere se preparare il pasto “al sacco” per i loro bambini oppure continuare a usufruire della mensa scolastica. Sarà sufficiente richiedere un modulo da compilare presso la segreteria della scuola, in cui la famiglia si assume la responsabilità del pasto, e poi organizzarsi, con contenitori per il cibo, posate, tovagliette e bottigliette d’acqua. E’ consigliabile anche mettersi d’accordo con le maestre, affinché possano essere avvisate per organizzare spazi e compiti di sorveglianza. I bambini che sceglieranno di non usufruire della mensa scolastica saranno separati dai loro compagni di classe, ma potranno pranzare sempre all’interno degli stessi locali. Non è discriminazione, ma è un’azione cautelativa per evitare la commistione dei cibi con differente provenienza. Infine, il Comune interromperà anche il prelievo della quota destinata a sostenere il costo del servizio mensa per l’alunno resosi autonomo.
E’ stata definita la “rivolta del panino”, ma in realtà non si parla soltanto di tramezzini. In commercio ci sono contenitori multistrato in grado di conservare il pasto tiepido, oppure vaschette idonee a contenere e a ripartire il cibo. In prima battuta, le mamme (e i papà) non avevano mostrato grande interesse: il pasto distribuito a scuola educa i bambini ad un’alimentazione equilibrata e solleva le famiglie da un impegno fisso. Poi, con il passaparola anche le convinzioni più granitiche si sono sgretolate di fronte a due grandi temi: tanti bambini mangiano troppo poco e, purtroppo, spesso sprecano il cibo a fronte della quota che i genitori versano tutti i giorni. E non è soltanto abitudine o mancanza di rispetto: è questione di gusto, tecnicamente si definisce “palatabilità”, ed il palato non dimentica la sensazione dei pasti preparati dalle mamme, come anche dai papà, o dalle nonne. Sarà importante però, da parte delle famiglie, cercare di fornire ai bambini dei pasti equilibrati, in cui non dovranno mancare frutta e verdura di stagione, come anche acqua naturale e zero bibite gasate o zuccherine.
Nessuno mette in discussione la qualità organolettica del cibo che arriva nelle scuole settimesi. La commissione mensa, costituita proprio da una rappresentanza di genitori e insegnanti, non ha mai manifestato perplessità sull’operato o sulle attrezzature innovative della Eutourist di Orbassano, un’azienda attiva dal 1976 ed apprezzata in tutta Italia. E’ specializzata nella preparazione e distribuzione dei pasti, con mezzi e contenitori a norma per conservare e mantenere il cibo alle giuste temperature, soprattutto durante il trasporto verso le scuole.
Soltanto il tempo potrà dire se la rivoluzione del “pasto da casa” è stata una buona azione. Per adesso, chi lo sta facendo da qualche giorno non ha dubbi: basta organizzarsi, metterci un po’ di buona volontà e poi funziona tutto, compresa la convivenza con gli altri compagni di classe.
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